Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Variazione
bdsm

Variazione


di luigigigi
26.09.2025    |    101    |    0 6.0
"Caricato in macchina lo portarono in una riserva naturalistica al quale nessuno poteva accedere e lo lasciarono in un canneto in modo che non lo avrebbero ritrovato per parecchio tempo e comunque..."
Con il permesso e liberamente ispirato ai racconti di Efabilandia.

Era sera, io e Matteo pensavamo a Katiuscia e Vladimir, povera Katiuscia pensavo, povera me, che no avrei più ricevuto i forti calci sulla figa.
Suonò il campanello, andai ad aprire, era Katiuscia, il volto irriconoscibile, tutto livido, le labbra spaccate e sanguinanti, le mancavano alcuni denti, gli occhi erano pesti e uno non riusciva ad aprirlo.
Le gambe erano bagnate dal sangue che le colava dal culo.
Vladimir sta venendo qui!
Poi crollò a terra.
La sollevammo e la adagiammo sul divano.
Poco dopo sentimmo il sub di Katiuscia arrivare sul vialetto.
Vladimir bussò pesantemente alla porta, nessuno rispose, allora con una spallata sfondò la serratura.
Questa volta eravamo pronti!
Vladimir entrò, vedendo Katiuscia sul divano si diresse verso di lei non accorgendosi che Matteo e Giulia erano nascosti dietro la porta.
Arrivato in prossimità di katusha. Matteo chiuso la porta estrasse una pistola carica con una potente droga che gli aveva prestato un suo amico veterinario e sparò la siringa sul collo di Vladimir il quale in pochi secondi cadde a terra immobile.
Quella droga che gli aveva iniettato Matteo aveva la funzione di rendere il corpo immobile, ma la mente restava lucida e pienamente consapevole di ciò che stava accadendo.
Presero Vladimir lo spogliarono nudo gli legarono i piedi e le mani dietro la schiena con delle robustissime fascette e poi legarono le fascette delle mani con quelle dei piedi.
Lo trascinarono nel garage e dopo averlo legato con una catena ad un robusto gancio lo lasciarono lì e portarono Katiuscia in ospedale.
Arrivati in ospedale affidarono Katiuscia alle cure dei sanitari e si raccomandarono che avessero molto cura di lei in tutti i modi sia fisicamente che psicologicamente.
Tornavo a casa e andammo nel garage Vladimir era ancora legato e immobile. La droga aveva un effetto di circa 3 ore.
Era passata solo un'ora. Avevamo comodamente ancora due ore di tempo per mettere in atto il nostro piano.
Slegammo Vladimir lo fissammo con delle catene ai polsi a due carrucole che si potevano spostare come si voleva e gli mettemmo anche delle catene ai piedi legate a due ganci anch'essi mobili.
Allarghiamo i ganci a cui erano legati i piedi fino all'inverosimile fino a che sentimmo che le anche saltavano fuori dal loro posto.
Poi tirammo le catene per sollevarlo verso l'alto. Praticamente aveva mani e piedi legati e tirati all'inverosimile Giulia si divertì a fargli saltare le rotule delle spalle.
Vladimir poteva sentire tutto il dolore provocato ma non poteva fare assolutamente niente. Infatti si vedevano le lacrime che gli scendevano dagli occhi ma nessun gemito usciva dalla sua bocca non poteva farlo.
Giulia prese un pesante martello e si divertì un mondo a colpire con tutte le forze che aveva i suoi piedi fino a che non li ridusse ad una poltiglia. Poi preso una forbice da giardino e inizio a tagliargli tutte le falangi, una per una delle dita delle mani,
Matteo invece, indossando un paio di pesanti scarponi da montagna. Inizio a colpirlo violentemente sui coglioni dandogli una ventina di violentissimi Calci.
Fatto ciò Giulia prese di nuovo il pesante, martello e dicendo Vladimir. So che mi puoi sentire, hai rotto i denti a Katiuscia Ora io romperò i tuoi e con il martello lo colpì pesantemente e parecchie volte sulla bocca. Terminato ciò quasi tutti i denti erano spaccati.
Per ultimo Matteo prese un affilato coltello e tagliò prima i coglioni a Vladimir e glieli infilo' in bocca e poi gli tagliò anche il cazzo proprio alla radice e gli infilò in bocca anche quello.
Lo sciolsero dalle catene e lo infilarono in un sacco dell'immondizia nero in modo da non sporcare la macchina con il suo sangue.
Caricato in macchina lo portarono in una riserva naturalistica al quale nessuno poteva accedere e lo lasciarono in un canneto in modo che non lo avrebbero ritrovato per parecchio tempo e comunque sarebbe stato irriconoscibile non avendo più le dita delle mani e i denti per un riconoscimento.
Naturalmente ebbero l'accortezza di usare entrambi dei guanti.
Prima di andarsene aprire nel sacco dell'immondizia e Matteo con il solito filato coltello gli tagliò l'interno cosce di entrambe le gambe dove passa l'avena che porta tantissimo sangue al cuore in modo da garantirsi. La certezza che Vladimir sarebbe morto.
Dopo tre mesi di ospedale Katiuscia si era completamente rimessa e fu dimessa Matteo e Giulia andarono all'ospedale a prenderla e la portarono a casa loro.
Giunti a casa. Giulia propose un patto a Katiuscia, puoi restare a casa nostra? Quanto vuoi diventerai la nostra cameriera, signora delle pulizie e baby-sitter per Leonardo
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Variazione :

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni